martedì 4 dicembre 2012

"Non si dimentica mai."-Bite it, parliamone. Parte seconda


Intervista a Chiara Rizzello (14 settembre 2011)

 

È possibile guarire dall'anoressia?

“Dall'anoressia è possibile guarire. Ma non vi è la certezza di guarigione e conosciamo purtroppo casi di cronicità irrisolta o anche lutti (l'anoressia è statisticamente la malattia mentale col più alto tasso di mortalità). Di certo esistono buone possibilità di uscirne fuori, col tempo, la pazienza e le giuste cure. Prima si interviene e più corretti sono gli strumenti, maggiori saranno le probabilità di guarire.”

 
Cos'è determinante perché possa avvenire una completa guarigione? (premesse, cure, ecc.)

Innanzitutto: essere riconosciuti e riconoscersi malati. L'anoressia è insidiosa perché il paziente stesso e la sua famiglia faticano, per diversi ordini di motivi, a rintracciare nell'anoressia la causa dei cambiamenti psicofisici e relazionali insorti. Una volta che l'individuo prende consapevolezza di ciò, e che la famiglia – specie se di tratta di un minorenne – fa lo stesso, è necessario rivolgersi tempestivamente ad uno specialista o meglio ancora ad un’équipe di specialisti in grado di fare una diagnosi precisa e concordare l'intervento. Essendo una patologia ad eziologia e sviluppo multifattoriale sarebbe importante un intervento che preveda diverse figure (psicologo, psichiatra, nutrizionista, dietologo, educatore,..) in collaborazione fra di loro. E' importante il supporto familiare, come pure che l'intervento coinvolga anche i membri del nucleo in cui vive il paziente. A volte si rende indispensabile il ricovero della durata di alcuni mesi in un centro specializzato. Così come non si sviluppa da un giorno all'altro, l’anoressia non guarisce improvvisamente. Una volta che il paziente sta meglio, si avvia una lunga fase di riassestamento in cui non va lasciato solo, perché può essere facilmente vittima di ricadute.”

 
Signora Rizzello, lei scriveva nel suo blog www.bricioledipane.it che il cammino verso la guarigione è difficile e molto lungo, ma anche che "essere guariti, è un altro discorso ancora"1. Cosa significa, per lei, la completa guarigione da una malattia che indubbiamente lascia un segno nell'animo di chi ne ha sofferto?

Non si dimentica mai, come non si dimentica nessuna esperienza forte della vita. Sebbene cicatrizzate le ferite restano e  concorrono a formare la nostra memoria storica, cognitiva ed emozionale, cui attingere. Guarire dalla malattia significa non consentire più ad essa di sostituirsi ad una sana risoluzione dei conflitti, esterni ed interni. Guarire è non rivolgersi più a comportamenti dannosi e disfunzionali per affrontare i problemi inevitabili della vita. Guarire è comprendere che l'anoressia non può risolverci nulla ma soltanto sostituirsi ad ogni altro aspetto della vita soffocandolo ed impedendoci di crescere e maturare, fronteggiando direttamente le difficoltà.

Guarire è una faccenda lunga anni ed anni, ma è un percorso sempre più facile, se lo si intraprende con i giusti mezzi. Il ricordo ci accompagnerà, ma arriverà un giorno in cui non solo non ci farà più male, ma saremo solo orgogliosi e felici di avercela fatta.”

 

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