Trovo interessante riportare le conclusioni a cui si è giunti tramite una ricerca effettutata presso l'Università del Minnesota nel 1950, allo scopo di studiare gli effetti della restrizione alimentare. Effetti che coincidono perfettamente con i sintomi osservati nei soggetti affetti da anoressia.
A. Keys, J. Brozek, A. Henschel, O. Mickelsen, H. L. Taylor, "The biology of Human Starvation", University of Minnesota Press, Minneapolis 1950.
L'esperimento consisteva nell'arruolare dei ragazzi che si erano candidati quale alternativa al servizio militare. I trentasei individui scelti possedevano i livelli più elevati di salute non solo fisica, ma anche psicologica.
Tale esperimento prevedeva una prima parte della durata di tre mesi durante i quali i candidati non dovevano far altro che cibarsi normarlmente, come avevano sempre fatto, al fine di poterne studiare il comportamento, la personalità ed il rapporto col cibo.
La seconda parte dell'esperimento si estendeva per i mesi successivi e consisteva nel sottoporre i candidati ad una restrizione alimentare pari alla metà dell'introito calorico precedente, a causa della quale persero in media il 25% del peso iniziale.
L'ultima parte era costituita dalla ribilitazione alimentare, ripristinando gradualmente l'alimentazione normale degli individui.
Il risultato fu che durante la fase della restrizione alimentare e della conseguente perdita di peso tutti i volontari subirono dei grandi cambiamenti fisici, sociali e psicologici, con atteggiamenti del tutto simili a quelli riscontrati nei soggetti affetti da disturbi dell'alimentazione.
Aumentò così in modo drammatico la loro preoccupazione verso il cibo, tanto da andare ad occupare gran parte dei loro pensieri. Inoltre, alcune modificazione conseguenti alla denutrizione e al digiuno incoraggiarono ulteriormente la dieta, minacciando il senso di autocontrollo dell'individuo e portandolo così a mettere seriamente a repentaglio la propria vita.
I cambiamenti che si verificarono sul piano fisico furono molteplici, dall'ovvio stato di malnutrizione ai disturbi del sonno, dai malesseri quali mal di testa alla riduzione delle forza fisica, dalla perdita dei capelli alla minore tolleranza al freddo e via dicendo.
Altro impatto negativo si riscontrò sull'assetto psicologico, sulle relazioni sociali e sulla sessualità. Una quinto dei soggetti subì un grave deterioramento emotivo con pesanti sintomi depressivi, rabbia, apatia, difficoltà di concentrazione. Aspetti che tuttavia non scmparvero in modo automatico con la rialimentazione ma che, il più delle volte, vennero sfumati. I soggetti lasciarono poi cadere nel vuoto qualsiasi tipo di contatti sociali e si isolarono provando dei forti sentimenti d'inadeguatezza.

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